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SOCIETA'
21 aprile 2009
Come vedi il tuo futuro? (Vignetta)
Una nuova rubrica per L'Informale: le vignette di Matteo Noti.
Dopo il successo del Video Come vedi il tuo futuro Matteo si è posto la stessa domanda rispondendo a suo modo: con una vignetta.



SOCIETA'
18 marzo 2009
"Perchè la mafia è una montagna di merda!"


“Per amore del mio popolo non tacerò”. Con queste parole Don Peppe Diana aveva deciso di non restare in silenzio e combattere la camorra. Don Diana venne ucciso il 19 marzo 1994, nella sua Chiesa per aver aperto gli occhi dei suoi concittadini di Casal Di Principe, nel casertano ed averli invitati ad opporsi alle logiche camorristiche dando vita alla più numerosa manifestazione antimafia mai avuta in città.A 15 anni dal suo assassinio le sue parole continuano a percorrere le strade di Casal di Principe, dove proprio il 19 marzo inizierà la tre giorni di manifestazioni per la XIV Giornata in memoria delle vittime di tutte le mafie.

Quest'anno è stata scelta Napoli come città ospitante della manifestazione del 21 marzo, dove un corteo attraverserà la città partenopea mentre verrano letti ininterrottamente i nomi delle 900 vittime delle mafie: tra giornalisti, magistrati, imprenditori, semplici cittadini. Certo, le vittime non sono 900, sono molte di più. Innocenti che molto spesso sono stati dimenticati o di cui la stampa non ha neanche accennato.

Come si comporteranno questa volta i media? Daranno rilievo alla manifestazione o faranno ancora una volta finta di niente?L'indifferenza dei media nei confronti del problema mafia non è nuovo. Molte, troppe volte la stampa e le televisioni hanno girato il volto dall'altro lato. Un omicidio di mafia viene relegato in un semplice trafiletto. I processi non sono meritevoli di essere raccontati,non garantiscono i giusti ascolti come quelli di cronaca nera. Guai a informare sul maxiprocesso contro i casalesi tralasciando l'ennesimo servizio sull'omicidio di Perugia. La mafia spesso non è considerata un problema nazionale, ma solo del Sud. Quando il libro di Roberto Saviano, Gomorra, è stato adattato al teatro qualcuno ha obiettato che lo spettacolo potesse essere esportato in tutti i teatri d'Italia: “L'argomento non interessa”, si diceva.

Eppure ci sono numerosi giornalisti che combattono quotidianamente contro la criminalità organizzata. E per questo sono costretti a vivere sotto scorta e a mettere a repentaglio la loro incolumità. Perchè le mafie devono essere combattute, e per fare ciò c'è bisogno anche dell'aiuto dello Stato. Ma come si può pretendere che lo Stato le possa combattere se in Parlamento siedono politici che hanno festeggiato con i “cannoli” perchè condannati a soli 5 anni per favoreggiamento "semplice" e non "aggravato" alla mafia? O che dichiarano che “la mafia esiste e dobbiamo imparare a conviverci”?

No, non dobbiamo e vogliamo conviverci. Perchè come gridava Peppino Impastato contro il boss Tano Badalamenti “La mafia è una montagna di merda!” E noi, su questa montagna, non vogliamo salirci, ma demolirla.

                                                                                          Gerardo Adinolfi

                                                                                          gerrino@hotmail.it


    
    




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