.
Annunci online

Tutto quello che non dovreste sapere
4 gennaio 2010
Una scatola particolare

"Scatola della verità". E' la definizione che ha dato Marco (7anni), cugino della mia ragazza, della televisione. Inizio ad aver paura delle nuove generazioni che avanzano,

Lorenzo Chiavetta

(lorenzo8619@hotmail.it

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tv televisione scatola della verità

permalink | inviato da Mister Lorenz il 4/1/2010 alle 16:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
10 settembre 2009
"Esse est percipi": le cose esistono solo se sono percepite


Traggo spunto da Facebook ed in particolare da un gruppo che ha catturato la mia attenzione: esso in sostanza si chiede il perché la morte di un personaggio famoso come Mike Bongiorno susciti un elevato clamore mediatico mentre la morte di un operaio passa inosservata, dal cantiere alla tomba.

È una domanda ovviamente legittima e sicuramente retorica, a cui ognuno sa dare una risposta, o molteplici risposte. Nella fattispecie si parla del padre della televisione italiana, del re dei quiz, dell’uomo che con le sua voce, come detto dal linguista Tullio De Mauro, ha praticamente insegnato l’italiano ad una popolazione che contava, a metà degli anni 50’, circa l’89% tra analfabeti e possessori di una licenza elementare. Un pezzo di storia che dal bianco e nero è giunto a Sky.

Più in generale si tratta di un personaggio pubblico; non conosciuto grazie ai media, ma nato in essi, è l’esaltazione della notorietà. Sarebbe paradossale se non rimanesse nei nostri teleschermi anche da morto, sopportando pur sempre coccodrilli giornalistici ed ipocrisie aziendali.

Bene. E l’operaio morto?  Senza giri di parole: è ovvio che la morte di un operaio in un cantiere di una piccola città di provincia non farà lo stesso scalpore. Ciò non significa che sia giusto, anzi. Conferma le parole del filosofo inglese George Berkeley: “esse est percipi”, le cose esistono solo se sono percepite.

E percepire le cose, oggi, vuol dire vederle in televisione o, un po’ meno, leggerle sui giornali.

Tornando al gruppo citato di Facebook, una ragazza ha commentato: “non è vero, quando muore un operaio viene detto, solo che l'operaio non siamo tutti a conoscerlo il mondo è grande ed è difficile conoscerci tutti..Mike era in televisione e si sa che tutti la vediamo la televisione quindi è normale che dispiace visto che lui lavorava per la televisione”. Al di là della sintassi non proprio elaborata della frase, traspare quel concetto che, purtroppo, sta alla base della logica mediatica: si, è morto, ma chi lo conosce, domani dimenticheremo. Nessuna testimonianza, intervista, telecamera lo inserirà nella memoria popolare e televisiva (che, evidentemente, spesso arrivano a coincidere) del Paese.

Il discorso, però, è più ampio e più complesso. Possiamo sintetizzarlo in questo modo: il problema non è solo quell’operaio. Basta collegarsi al sito Articolo21.info, scorrere la pagina e leggere che dall’inizio del 2009, in Italia, sono morte sul lavoro 727 persone. Si sono verificati 727.470 infortuni e più di 18 mila casi di invalidità.

Eccolo il problema: il tempo mediatico dedicato a tutte queste persone non riuscirà, nelle nostre televisioni, a coprire, o quantomeno ad avvicinarsi, al tempo dedicato alla morte di un cosiddetto Vip. Non solo: l’opinione pubblica continuerà a non rendersi conto di questa mattanza, di questa piaga sociale, dell’assurdità di morire sul luogo che ti dà la possibilità di vivere.

Dò la soluzione: morti bianche. Allegria.

Rosario Di Raimondo


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. mike buongiorno morte operaio televisione

permalink | inviato da Ros_ il 10/9/2009 alle 14:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità

Gli autori:

Gerardo Adinolfi
scheda  blog

Federico Capezza
scheda 

Lorenzo Chiavetta
scheda blog

Rosario Di Raimondo
scheda  blog

Collaboratori:

Antonio Marco Vitale
scheda

Matteo Noti
scheda

Add to Technorati Favorites

 

I nostri banner:


By TwitterButtons.com 

 

Free Blogger

 

passaparola


 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica,pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli autori, inoltre, non hanno alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assumono il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Registra il tuo sito nei motori di ricerca




IL CANNOCCHIALE