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Tutto quello che non dovreste sapere
SOCIETA'
21 aprile 2009
Come vedi il tuo futuro? (Vignetta)
Una nuova rubrica per L'Informale: le vignette di Matteo Noti.
Dopo il successo del Video Come vedi il tuo futuro Matteo si è posto la stessa domanda rispondendo a suo modo: con una vignetta.



SOCIETA'
20 marzo 2009
Non bevete quella bevanda che stimola spirito e corpo!

(Ecco la vignetta uscita in prima pagina su Le Monde: Gesù che distribuisce i preservativi, il Papa che commenta:"buffonate" e, dietro, Williamson che dice: "l'aids non è mai esistito" Questa è libertà di stampa)

Forse la critica più appropriata che è stata posta contro le parole del Papa è quella di un giornalista del Times: “Benedetto XVI non ha idea dell'impatto delle sue parole in un mondo globalizzato. Come Berlusconi, anche il Papa è incline alla gaffe, ma con effetti più gravi”.

Il rinnovamento “spirituale ed umano” auspicato dal pontefice per combattere l'Aids ha suscitato le polemiche e le proteste di intellettuali, giornalisti, politici e gente comune in tutto il mondo. Ad onor del vero non proprio ovunque: Frattini ha ecclesiasticamente affermato che non intende commentare le parole del Papa, mentre Berlusconi ha giustamente detto che “ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo” ; stavolta il premier ha ragione: purché ipocriti, sono sempre principi facenti parte di una “missione”. Come di consueto, commenti molto intelligenti da parte del leghista Bossi: “Certo, se tutti facessero come me, che mi tengo mia moglie... l’Aids non si diffonderebbe”. Sorvoliamo.

Non avrai altri condom all'infuori di me: l'aids non si combatte con i preservativi ma con lo spirito santo. E così, mentre l'Europa vuole depenalizzare la pena di morte contro gli omosessuali e mentre Obama autorizza l'erogazione di fondi per la ricerca sulle staminali, la nostra italietta clerico-puritana non si pronuncia riguardo le parole di Benedetto. O meglio, non si pronuncia contro ma, ovviamente, a favore.

Per carità, siamo tutti d'accordo sulla sterile subordinazione che la coscienza civile (prima che religiosa) italiana ha nei confronti dei dogmi papali; è una tradizione, un dato di fatto, una nostra eccezione: come la pizza a Napoli, il Colosseo a Roma o gli Uffizi di Firenze.

Ma essere così sordi e ciechi, questo è veramente grave, endemico. L'ultra cattolico prescelto per il paradiso, Giuliano Ferrara, ha pubblicato due veri e propri scoop sul suo foglietto pasticciato; il primo è un articolo dell'infettivologa Chiara Atzori: si stupisce della “difficoltà di molti del prender atto della inefficacia della proposta di “inondare il mondo di preservativi” come criterio risolutivo per arginare l’allargamento a macchia d’olio del numero di infezioni”.
Il secondo, invece, è una storia “a lieto fine”(così è definita) di un'infermiera ugandese che lotta per salvare le donne del suo paese malate di aids. La donna (che è da ammirare per quello che fa, ovvio)si lamenta del fatto che, per aiutarla a curare le numerose donne affette, le hanno dato dei preservativi. Infatti, se sono già infette, a cosa servono? Grazie a ciò il “Foglio” dà così ragione al Papa, dimenticando di specificare che i preservativi non servono a curare, ma a prevenire. Non si tratta di “inondare” per eliminare qualsiasi rischio, ma di apportare strumenti adatti per contribuire a ridurlo.

Si suppone, invece, che Elio Marone, de l'Avvenire, abbia scritto il proprio articolo in lacrime o, comunque, visibilmente commosso: denunciando “l'aggressione” contro il Benedetto, il giornalista si scandalizza per “gli attacchi concentrici ad un Papa scomodo”. Sarà, ma Giovanni Paolo II non si è mai permesso di dichiarare simili dogmi.
Nessuno ha però spiegato cosa volesse dire, per il Papa, il concedere aiuti umanitari indipendentemente dalle logiche economiche: dare medicinali gratis? Ah, qui saremmo tutti d'accordo, ma questa stessa è già una logica economica: chi sarebbe disposto a farlo?
La tragedia dell'aids non si può superare con i soldi, tanto meno con i preservativi: resta solo il rinnovamento spirituale ed umano. È un po' come quando, all'inizio della crisi economica, Benedetto stesso disse che solo la parola di Dio può salvarci. Che lo vada a dire ai disoccupati casa per casa, piuttosto che affacciarsi da un balcone.

La Lega italiana per la lotta contro l'aids (L.I.L.A.) ha pubblicato un documento relativo alla conferenza internazionale sull'aids svoltasi in Messico l'agosto scorso. Si è parlato del numero di vittime sempre crescente in tutto il mondo nonché delle misure di prevenzione più adatte ad arginare questo sterminio.
Ovviamente la ricerca era orientata soprattutto verso vaccini e “nuove tecnologie di prevenzione”; secondo uno studio, però, si è anche scoperto che l'uso corretto del preservativo riduce di circa l'85% i rischi di contagio (questo si dice già dagli anni Ottanta). Si è anche discusso del cosiddetto PF, profilattico femminile: presentando l'esempio francese, che ha attuato una importante propaganda su questo prodotto, se ne sono mostrati i risultati efficaci a livello di prevenzione. I condom non sono la soluzione assoluta, è vero, ma se fossero usati si potrebbe ridurre il numero di contagi.

Ma, cari peccatori, quale strumento di prevenzione migliore può esserci rispetto al “rinnovamento spirituale”? Pare che Benedetto XVI abbia anche vietato ai suoi fedeli, che hanno subito concordato, di bere quella bevanda che stimola spirito e corpo: non si sa mai. Giuliano Ferrara ha già iniziato una campagna di boicottaggio.

Rosario Di Raimondo
(rosariodiraimondo@yahoo.it)


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