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POLITICA
7 gennaio 2010
Riforma del fisco entro il 2010

Anche il fisco nell’elenco delle riforme previste per l’anno 2010. E’ quanto emerge dalla telefonata avvenuta ieri tra il Primo Ministro e gli eurodeputati del Pdl, riuniti a casa di Vito Monsignore. Una riforma che si aggiunge a quelle già annunciate nei settori dell’istruzione, della giustizia e delle istituzioni. L’obiettivo è quello di riformare il sistema entro il 2010 o comunque prima del termine della legislatura. Berlusconi ha dichiarato di voler dialogare con l’opposizione, ma solo qualora Bersani non fosse ostaggio dei dipietristi e dell’area veltroniana. Il Premier ha quindi rivendicato come, nonostante la crisi, il governo non abbia aumentato l’imposizione fiscale. Il portavoce Bonaiuti ha però invitato alla calma : la riduzione delle tasse avverrà nei tempi imposti dalla congiuntura economica internazionale. Gelide le reazioni dell’opposizione, mentre un nuovo caso potrebbe scoppiare a causa della nomina a Sottosegretario di Daniele Santanché (Movimento per l’Italia), osteggiato dal Presidente della Camera Fini.

Lorenzo Chiavetta

Alberto Sofia

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POLITICA
5 dicembre 2009
Spatuzza


 
Le dichiarazioni di Spatuzza rispecchiano a pieno quanto scritto nella sentenza di condanna in primo grado del senatore Marcello Dell'Utri (associazione di stampo mafioso), E non solo. I riscontri si hanno anche con quello che Travaglio e Gomez scrivono nei loro libri da quasi un decennio.
Forse, se gli Italiani leggessero un po' di più - sia libri che quotidiani - ci sarebbe meno stupore per certe dichiarazioni.
Ma sì: viva il Grande Fratello, viva Maria de Filippi, viva pomeriggio 5, viva i nostri fantastici Tg! Viva la Gazzetta dello Sport!
Sono questi gli interessi che contano!

Lorenzo Chiavetta
(lorenzo8619@hotmail.it)
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3 dicembre 2009
O sei in linea o vai via

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Chi non è in linea col partito vada via. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni dei parlamentari del Pdl in seguito alla polemica scoppiata tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. L’ultimo ad invitare il Presidente della Camera alle dimissioni è stato il Ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola. “Da troppo tempo ci sono dei distinguo fuori dalla linea del programma”. A nulla serve che al centro della polemica sia finito il cofondatore del Pdl. Anche gli ex compagni di partito, quell’ Alleanza Nazionale che Fini ha sciolto per confluire nel Pdl, hanno speso parole dure nei suoi confronti. Tra tutti il capogruppo dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: “Certe cose non bisognerebbe nemmeno pensarle”. Le frasi pronunciate da Fini nel fuorionda trasmesso da Repubblica non sono piaciute al Premier. “Berlusconi gode del consenso per governare, ma non dell’immunità”, aveva confidato il Presidente della Camera al procuratore Nicola Tifuoggi.

Lo scontro Berlusconi- Fini non è però nato solo in seguito a queste dichiarazioni. Il fuorionda è solo l’ultimo atto di una serie di polemiche che si propagano da tempo. Già pochi giorni prima del Congresso Fondativi del Pdl. Alla proposta di Berlusconi di voler far votare in Parlamento solo i capigruppo,  Fini aveva invitato il Premier a rispettare le regole della democrazia parlamentare. Le elezioni vinte sembravano aver dato al paese una maggioranza unita, ma non è stato così. Immigrazione, biotestamento, rispetto delle prerogative delle Camere rispetto all’esecutivo, giustizia. La visione politica di Fini si è distaccata dall’asse Lega- Berlusconi. Scontri  e polemiche placate con smentite e spiegazioni. Fino a quel fuorionda. “Non ho nulla da spiegare”, ha dichiarato Fini. Vai via è la risposta, neanche troppo nascosta, di Berlusconi.

 

                                                                                                          Gerardo Adinolfi

                                                                                  

                                                                                                            gerrino@hotmail.it
         

POLITICA
13 novembre 2009
"Cè" qualcosa che non va Tonino

Come ha più volte sottolineato Paolo Flores d'Arcais, esistono due tipi di Idv in Italia: quella nazional-europea e quella locale. La prima si afferma sempre più come perfetta, attuando una opposizione consistente e facendo sentire sempre più la propria voce tramite uno strumento preziosissimo come il web. Inoltre, non vanno dimenticate le candidature delle ultime elezioni Europee: Pino Arlacchi, Sonia Alfano, de Magistris, Vattimo per fare qualche nome, oltre ai grande esclusi come Nicola Tranfaglia, Carlo Vulpio, Luisa Capelli,Zipponi e tanti altri ancora.

Poi c'è la seconda Idv, quella sparsa tra i comuni e le città italiane. Qui, i riciclati da altri partiti sono parecchi e non di rado sono scoppiate inchieste che hanno coinvolto i politici dipietristi. Il Tonino nazionale ha ribadito anche recentemente di voler effettuare un repulisti generale, soprattutto nelle regioni del Sud. Ma salendo al Nord, sembra che i vizi permangono. Un esempio? La candidatura dell'ex leghista Alessandro Cè a consigliere per la provincia di Brescia. Per leggere il suo curriculum, date un'occhiata a questo link.

Eh no, Tonino! Questi errori vanno evitati.

Lorenzo Chiavetta

(lorenzo8619@hotmail.it)

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POLITICA
31 ottobre 2009
Lodo Cassazione

Dopo lo scudo fiscale, sta per arrivare un altro stramaledetto 5%.

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Lorenzo Chiavetta

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POLITICA
31 ottobre 2009
Nulla di cui stupirsi

Se ci fosse una condanna in processi come questi, sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto

e ancora

Non mi dimetterò neppure in caso di condanna

Di chi saranno queste parole di spessore così enorme?

Lorenzo Chiavetta

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LAVORO
24 settembre 2009
L'Istat licenzia 317 dipendenti. Le rilevazioni sul lavoro le farà un istituto privato



317 dipendenti saranno presto licenziati all'Istat. Il tutto a favore di un istituto privato, per volere del governo.

Tutti conoscono l'Istituto nazionale di statistica. Ecco in breve di cosa si occupa, secondo quanto riportato dal sito stesso: “Compito istituzionale dell'Istat è produrre e diffondere informazioni affidabili, imparziali, trasparenti, accessibili e pertinenti, capaci di descrivere le condizioni sociali, economiche e ambientali del Paese e i cambiamenti che avvengono in esso, con il vincolo del più rigoroso rispetto della privacy”.

I sondaggi di questo istituto sono tra i più importanti in Italia, vere e proprie fonti di informazione, citati da tutti gli organi di stampa.

L'Istat, nato nel 1926, è un organo pubblico e, come tale, è naturalmente condizionato dalle scelte della politica. Vediamo in breve come, analizzandone la struttura.

Il presidente dell'Istat è nominato dal Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio. Dura in carica 4 anni, la retribuzione lorda è di circa 92 mila euro annui. L'attuale presidente è Enrico Giovannini.

L'Istat ha un consiglio, con mansioni di indirizzo e controllo sull'attività dell'istituto. È composto da nove membri, cinque dei quali nominati dal presidente del Consiglio. I consiglieri durano in carica quattro anni.

Altri due organi sono il Comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica, con funzioni direttive, ed il Collegio dei revisori dei conti: 3 membri, nominati dal presidente del Consiglio.

Infine, presso la presidenza del Consiglio, ha sede la Commissione per la garanzia dell'informazione statistica, volta, in particolare, a “vigilare sull’imparzialità e sulla completezza dell’informazione prodotta”.

Certo, un dubbio sull'imparzialità dell'istituto non può che sorgere. Ma si sa, uno più uno fa due, i numeri sono numeri.

Anche 317 è un numero. È il numero di lavoratori precari Istat (anzi, co.co.co.) che verranno licenziati a seguito di una decisione dell'istituto: affidare ad un istituto di sondaggi privato, l'Ipsos, il lavoro riguardante la rilevazione della disoccupazione in Italia. Il governo, quindi, ha deciso di affidare un lavoro pubblico, che riguarda l'intera popolazione, ad un istituto privato.

La FlcCgil, sindacato di categoria, ha proclamato per il 25 settembre una giornata di sciopero dei lavoratori dell'Istat.

Due problemi sorgono, secondo Mimmo Pantaleo (segretario generale del sindacato) a seguito di questa decisione: da una parte il licenziamento di 317 persone dopo sette anni di servizio. Dall'altra il rischio “per l'indipendenza e la credibilità dell'istituto” (fonte Repubblica).

Allora proponiamolo noi un sondaggio. Perché è stato deciso di affidare ad un istituto non pubblico (nonostante “il pubblico” sia a contatto con la politica) proprio l'area di lavoro che riguarda la rilevazione della disoccupazione in Italia? a)Razionalizzazione delle spese; b)Si ritiene che l'Ipsos sia più adatta a questo lavoro; c) Tentativo di metter mano a certi dati che, con l'autunno che si prospetta, potrebbero essere scomodi.

A presto i risultati.

Rosario Di Raimondo

POLITICA
9 giugno 2009
Elezioni: l'Italia che non vuole cambiare
 


I risultati delle elezioni, europee ed amministrative, parlano chiaro. L'Italia non vuole cambiare
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La crescita dell'Italia dei Valori, che ha raggiunto lo storico risultato dell'8 % non basta a garantire un effettivo cambiamento. Il partito di Di Pietro ha trovato i suoi elettori nel popolo di Internet, nei giovani che cercano un'informazione alternativa e più veritiera di quella dei mass media tradizionali.
Ma la maggioranza della popolazione italiana crede ancora che sia vero solo ciò che viene mostrato in tv. Se non appari, non esisti, e nel panorama dell'informazione tradizionale italiana non tutto viene mostrato.
Inchieste, o semplicemente scoop che in altri Paesi farebbero saltare teste e poltrone in Italia non hanno effetto a causa di una mancanza di etica pubblica.
Giornalisti, politici ed opinionisti erano convinti che il cosiddetto Naomigate avrebbe fatto calare i consensi degli elettori nei confronti del Premier, ma a dispetto delle previsioni Berlusconi risulta essere eletto in cinque circoscrizioni. Berlusconi è il politico più eletto, 33 mila voti solo a Napoli, nonostante l'immondizia e lo scandalo Noemi, più di 70.892 preferenze a Milano.
Il Presidente del Consiglio risulta essere il più votato anche a Roma, precendendo il capolista del Pd David Sassoli. 2, 7 milioni di voti per il Premier. 2, 7 milioni di cittadini che lo hanno votato pur sapendo che Berlusconi avrebbe rinunciato al suo seggio a Strasburgo cedendo il posto ai primi dei non eletti per incompatibilità, essendo già Presidente del Consiglio.
Un altro dato che ci forniscono le elezioni è che in Italia gli estremismi sono condannati a restare fuori dai grandi Palazzi. Per colpa o per mancanza di elettori. Se i movimenti di estrema destra, infatti, non godono ancora di un'ampia fascia elettorale, le sinistre comuniste risultano divise in tanti piccoli partiti che, se compatti e uniti, avrebbero superato agevolmente lo sbarramento del 4%.
Continua a crescere invece la Lega, che manda a Strasburgo, tra gli altri, il sempreverde Borghezio e Matteo Salvini.
Cresce anche l'Udc che, cercando di rinnovare la classe politica, consegna la poltrona di eurodeputato al giovane di belle speranze Ciriaco De Mita ma deve rinunciare alla professionalità del Principe Emanuele Filiberto, che non ha ricevuto la fiducia del suo popolo.
Il Pdl, nonostante sia ancora il partito più votato non è riuscito comunque a raggiungere il 40% stimato dal suo leader e si è fermato al 35%. Nelle file della sinistra già si è gridato al successo, al calo dei consensi, ma i risultati, seppur ancora parziali, delle amministrative non mostrano scenari esaltanti per l'ala progressista.
Il Pdl ha conquistato zone rosse come le Marche e l'Umbria, nonché Napoli e Salerno consolidando il suo vantaggio sul Pd che tiene testa solo nelle roccaforti tosco-emiliane.
Nessun evento, nessuno scandalo, sembra scalfire più di tanto i consensi del Pdl, nonostante il lieve calo dovuto, secondo Emilio Fede, dall'assonanza delle sigle Pd e Pdl che avrebbe confuso gli elettori portandoli a sbagliare.
L'Italia sembra non voler cambiare. Ma solo perchè non è informata, o informata male.

                                                                                                Gerardo Adinolfi
                                                                                                   
gerrino@hotmail.it



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politica interna
26 maggio 2009
Perchè stimi e/o voti Berlusconi? Inviaci le tue motivazioni


Ognuno ha le sue idee politiche. Ognuno ha la propria visione del mondo. L'Informale lancia questa sorta di "censimento": vorremmo sapere dai cosiddetti "berlusconiani", così come dai semplici simpatizzanti o da comuni elettori, perché preferiscono Berlusconi.
Sia chiaro: riguardo al preferire Berlusconi non s'intende, in questa sede, l'essere di destra o di sinistra. Può anche significare, per un elettore di centro-destra, preferire un altro leader.
Inviateci quindi i vostri "perché": perché ho votato/voterò Berlusconi? Perché mi rivedo nella sua politica?
Aspettiamo le vostre testimonianze. Inviatele a: rosariodiraimondo@yahoo.it o redazioneinformale@gmail.com .

ps: ovviamente potete commentare anche sul blog.


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politica interna
22 maggio 2009
Affitti: sconto progressivo per i milionari



Calderoli c'è. Il ministro per la Semplificazione amministrativa ha proposto un provvedimento ad hoc che riguarda, appunto, la semplificazione, ed in particolar modo gli affitti. O meglio, le imposte che gravano sui redditi prodotti dagli affitti.
Il discorso è, guarda la coincidenza, semplicissimo. Il guadagno che si trae affittando una casa, ovvero il reddito, è stato sommato, fino ad oggi, al totale del reddito di un soggetto. In questo modo, tramite l'aliquota Irpef, l'imposta che si applica al reddito riguarda la totalità dei “guadagni” di quel soggetto. In tal modo ognuno paga progressivamente rispetto al proprio reddito; ecco gli esempi:
supponiamo, per comodità, che il guadagno annuale dato dall'affitto di una casa sia 5000 euro.

- Il soggetto A guadagna, lavorando, 15.000 euro all'anno; sommando i 5000, arriva a 20.000, e pagherà un'aliquota Irpef del 27%.

- il soggetto B guadagna, lavorando, 70.000 euro all'anno, più i 5000 euro, per un totale di 75.000 euro. Pagherà un'aliquota Irpef del 43%, ovviamente maggiore rispetto al Soggetto A poiché gode di un reddito maggiore: volgarmente, è più ricco.
L'articolo 53 della Costituzione italiana, ed in particolare il principio della “partecipazione alla spesa pubblica” sanciscono infatti che: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a caratteri di progressività.

La riforma, invece, garantirebbe tutt'altro. Tramite la cosiddetta “cedolare secca”, tutti coloro che affitteranno una casa pagheranno un'imposta, la quale si aggirerà attorno al 20%, che verrà applicata al solo reddito derivante dall'affitto dell'abitazione, non più al reddito totale. Riproponiamo l'esempio precedente.

Il soggetto A pagherà il 20% dell'imposta sugli affitti, e come base imponibile sarà considerato il reddito di 5000 euro derivante dalla locazione. Così come il soggetto B, che però ha un reddito alto più di un terzo rispetto al primo.
Mentre il primo risparmierà attorno alle 400 euro annue, il secondo verserà 1000 euro in meno di imposte(circa): si renderà “progressivo” lo sconto, anziché il pagamento.
Perchè questo “sconto fiscale”? Pare che in Italia, su 4 milioni di contratti d'affitto, 532 mila non siano registrati. Secondo fonti Istat, l'imponibile evaso sarebbe di 2,2 miliardi di euro; l'irpef evaso di 600 milioni di euro. Sarebbe una sorta di condono per i contratti non registrati, nonché una negazione del dettato costituzionale che si riferisce alla progressività.

Nel frattempo, il fisco piange.

Invece di lottare l'evasione fiscale, si preferisce tassare ricchi e poveri in egual misura. Indovinate chi ne beneficerà realmente.
La proposta ha già ricevuto l'assenso della componente della commissione Finanze, Paola De Micheli, Pd, secondo la quale “è una buona notizia quella data dal ministro Calderoli: da tempo il Pd sostiene l'utilità di questa misura”.
Per concludere, nel pacchetto di articoli che verrà presentato ci sarà anche una norma, a favore dei locatari, che semplificherà la possibilità di sfratto a danno degli inquilini delle abitazioni. Ottimo, per la lotta all'evasione.


Rosario Di Raimondo
(rosariodiraimondo@yahoo.it)

P.s: articolo pubblicato su Articolo 21


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Rosario Di Raimondo
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Collaboratori:

Antonio Marco Vitale
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Matteo Noti
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