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Tutto quello che non dovreste sapere
SOCIETA'
10 luglio 2009
Mi vergogno, avevo fame



“Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame”. Scriveva questo Fabrizio De Andrè negli anni ‘70 in Storia di un impiegato.

Il nuovo “mostro” si chiama questa volta  Salvatore Scognamiglio, 40 anni, che qualche giorno fa, a Napoli, ha rubato un pacco di biscotti del valore di 1,29 euro.

Purtroppo per lui, due agenti della sorveglianza si sono accorti del reato e lo hanno consegnato ai carabinieri: la legge deve avere il suo corso, è normale.

Davanti ai carabinieri, Scognamiglio sembra essersi giustificato così: Mi vergogno, avevo fame...”; tuttavia è stato riconosciuto responsabile di rapina impropria. La nuova legge Cirielli, che prevede un giro di vite per i recidivi (Salvatore aveva già commesso reati simili), impone di non poter applicare attenuanti generiche o per danno lieve; dunque, questo delinquente, ha avuto una condanna a tre anni di carcere.

La notizia è passata in sordina, non tutti i quotidiani hanno pubblicato questa vittoria della giustizia sul male.

“Mi vergogno, avevo fame”: da un lato, il senso civico ed l’educazione che ci è stata data ci fa pensare subito che rubare è, e resta, reato. Tuttavia questa notizia fa viaggiare l’immaginazione, ed attraverso questo viaggio possiamo provare a spiegare come un uomo rinunci alla propria dignità per fame. Per il primo e veramente uguale bisogno che ci accomuna tutti: neri, bianchi, ricchi, poveri, stupidi, geni.

Sembra vederli gli addetti alla sicurezza: un pacco di wafer può semplicemente essere nuovamente riposto nello scaffale, Salvatore sarebbe potuto essere allontanato, magari dicendogli di non farsi vedere più. Ma è la sicurezza gente: via, dai carabinieri.

Anche i carabinieri sembra di vederli: uno di loro, voglia di carriera e fede nella legalità, interroga a fari puntati Salvatore, l’altro batte a macchina l’assurdo motivo del delitto: avevo fame. Che motivo  è? La fame è incomprensibile a chi non l’ha mai avuta, e poi Salvatore aveva commesso reati simili: è un recidivo, un ladro, delinquente, un pericolo per la sicurezza, per l’incolumità, per il quieto vivere.

Processo immediato. La legge è uguale per tutti, il reato di furto è uguale per tutti, gli anni di carcere da scontare sono proporzionali al reato commesso per tutti. Le condanne a volte non sono per tutti: se dichiari che il motivo per cui hai rubato è stato per fame, sei spacciato. Se dichiari altri motivi, o ti avvali della facoltà di non rispondere, hai qualche speranza di salvarti.

 

Rosario Di Raimondo

(rosariodiraimondo@yahoo.it)



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permalink | inviato da Ros_ il 10/7/2009 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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